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L'abbraccio dei sardi agli alpini

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A Cagliari il Raduno dei IV Raggruppamento (ma non solo) in tre splendide giornate.

Chi dice diecimila, chi dodicimila, erano comunque tanti davvero gli alpini convenuti a Cagliari per il Raduno del IV Raggruppamento. Un successo, prima di tutto perché si trattava di attraversare il mare, ma un successo anche per l’accoglienza riservata dai sardi, alle penne nere, giunte non soltanto dalla Toscana in giù ma anche dal Piemonte, dal Triveneto, dalla Lombardia. È stata una grande rimpatriata, tanto che qualcuno ha azzardato l’ipotesi di chiedere addirittura una adunata nazionale, che in questa splendida isola non c’è mai stata.

Ma torniamo al raduno preparato con grande cura dalla sezione guidata da Francesco Pittoni raduno che prevedeva anche la possibilità per i partecipanti di fare una piccola vacanza e visitare l’isola, grazie alla stagione ancora estiva. Il programma prevedeva nei tre giorni di venerdì 1 ottobre, sabato e domenica, una serie di manifestazioni che si sarebbero concluse con la sfilata. Si sono alternati momenti celebrativi con l’omaggio ai Caduti, e momenti di festa ai quali hanno partecipato anche altre associazioni d’Arma, come i marinai e i bersaglieri in congedo.

Del resto, l’invasione di tanti alpini è stata interpretata un po’ da tutti come una festa di tutti, tanta è stata la simpatia che le penne nere hanno suscitato. Così, non ha stupito neanche troppo se ha sfilato la fanfara della brigata Sassari (una brigata che spesso compie missioni all’estero dando o ricevendo il cambio dagli alpini), e la Fanfara dei Bersaglieri, che ha fatto il contrappunto al lento passo degli alpini. Venerdì, a Sassari, la prima cerimonia, presente il Labaro scortato dal presidente nazionale Corrado Perona, dal comandante delle Truppe alpine tenente generale Bruno Iob e dai consiglieri nazionali Cesare Lavizzari, Alfredo Nebiolo, Vito Peragine e Gian Carlo Romoli.

Una corona è stata deposta al monumento ai Caduti, è seguita la visita al museo storico della brigata Sassari. A sera, concerto dei cori dei gruppi di Oderzo e di Sovere, e concerto della fanfara della brigata. Il raduno è entrato nel vivo sabato mattina a Cagliari, prima con la deposizione di una corona al Parco delle Rimembranze e poi, nel pomeriggio con la dedicazione di una piazza alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Italo Stagno, tenente degli alpini morto in prigionia in Russia, nel ’47. Rendeva gli o­nori un picchetto della brigata Julia. Sabato sera, in Comune, il saluto del sindaco Emilio Floris e del presidente della Provincia con gli assessori Cannoni e Dessì. Un saluto non puramente formale ha detto il sindaco bensì l’espressione di una profonda stima e di una sincera simpatia che nascono dall’apprezzamento per ciò che gli alpini rappresentano e per le altissime benemerenze che hanno saputo guadagnarsi in oltre un secolo .

Una presenza generosa, quella degli alpini ha proseguito Dessì i quali hanno costituito un solido legame tra Penne nere e la gente anche in una regione assai lontana da quelle montagne in cui i nostri soldati hanno scritto le più epiche pagine della loro gloriosa storia. Da questo ha concluso il sindaco nasce il sentimento di gratitudine con cui Cagliari accoglie oggi gli alpini in un abbraccio caloroso . Nonostante fosse alla prima esperienza Cagliari ha retto bene all’assalto alpino, anche perché alle incertezze dei commercianti hanno supplito l’assessore alle Attività Produttive Luciano Collu, il presidente della Fiera Raffaele Garzia (che ha messo a disposizione i padiglioni trasformati in sala mensa per migliaia di alpini) e la brigata Sassari, intervenuta con le cucine da campo. Il resto lo hanno fatto gli alpini della sezione e quelli del consiglio sezionale, che si sono davvero prodigati dimostrando di essere semplicemente Alpini! La giornata di sabato è terminata con l’esibizione di cori e fanfare e gruppi folkloristici un po’ dappertutto, e non solo a Cagliari.

Domenica la sfilata, lungo le strade imbandierate, fra due ali di gente che continuava ad applaudire. Particolarmente significativo il fatto che tantissimi cittadini, nei giorni precedenti al raduno, avevano chiesto alla Sezione di poter avere una bandiera da mettere alle finestre, per il passaggio degli alpini. Una voglia di Tricolore che ha dato la dimostrazione di quanto entusiasmo abbiano suscitato le penne nere. La sfilata è durata diverse ore, aperta dalla Fanfara della brigata alpina Julia, snodandosi da piazza Marco Polo per viale Diaz, via Roma e viale Trieste per concludersi in piazza Trento. Una sfilata proseguita in modo estemporaneo anche nella serata, perché migliaia di alpini sono rimasti, anche nei giorni successivi, prolungando la visita nell’isola che li aveva così bene accolti, grazie anche a un tempo magnifico e a un mare che, per un po’, ha fatto dimenticare il fascino della montagna.