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ALPINI DI FERRO

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Alberto Redaelli ci ha abituato alle indagini sulla vita degli alpini: con la saporosa “Cucina, vino e alpini”, la tragica “Morte sul ghiacciaio”, la documentata “Enciclopedia storica”. Questa volta egli si cimenta con la storia dei reparti alpini bresciani e bergamaschi: impresa facile e difficile a un tempo. Lo posso dire per aver comandato la 47ª compagnia del “Morbegno”, formata da giovani di quelle plaghe con il valore aggiunto di valtellinesi e comaschi: cioè quegli alto lombardi che una generazione prima avevano dimostrato il loro valore sui fronti di Grecia e di Russia.

Impresa facile, dicevo, perché facile è parlare di alpini per i quali il senso del dovere è assimilato in famiglia, ma anche difficile perché, essendo per carattere, fieri e scontrosi, intendono la disciplina a modo loro, instaurando con i comandanti un rapporto tra i più strani per dei militari: un misto tra l’amichevole e il contrattuale, tra il rispettoso e l’ironico.

Il libro delinea nelle prime cento pagine la storia dei reparti mettendo a fuoco proprio queste caratteristiche. Ad alcuni è dedicato un capitolo esclusivo con le testimonianze di don Francesco Galloni, cappellano alpino nella 1ª Guerra mondiale e del colonnello Giuseppe Adami, comandante del “Quinto” in Russia: btg. Monte Suello (1916 – 1918), btg. Edolo, Vestone, Val Chiese, gruppi Valle Camonica e Bergamo punte di diamante nel vittorioso movimento retrogrado dal Don. Anche chi non conosca la nostra storia si commuoverà apprendendo cosa è stato chiesto a quei ragazzi e che cosa loro hanno saputo dare alla Patria. Un capitolo è dedicato alla sezione ANA di Brescia, depositaria dell’eredità di Nikolajewka, che ha realizzato nel suo nome una scuola per spastici e che alimenta il nucleo AVIS AIDO: in linea dunque con la norma statutaria che prevede di fare del bene senza tornaconti.

Con Brescia non vanno dimenticate le altre due sezioni della provincia, la volitiva Salò e la rocciosa Valle Camonica, le cui prestazioni non sono certo da meno. Il libro è corredato da fotografie della 1ª e della 2ª guerra mondiale. In tutte si nota lo sguardo fiero e soddisfatto di chi considerava la chiamata alle armi non una “fastidiosa tassa” ma un privilegio, sia pure tra mugugni che ai bresciani sono consentiti e di chi negli anni ’40 combatteva per la Patria senza chiedersi se la parte in cui si trovava immerso fosse quella giusta o quella sbagliata. Cesare Di Dato

ALBERTO REDAELLI

ALPINI DI FERRO Storia dei reparti alpini bresciani e bergamaschi

Walmar Editore Brescia Pag. 207 – euro 20,00 Per l’acquisto rivolgersi a: Centro Libri Brescia – via Galvani 6 c/d 25010 San Zeno Naviglio (BS) – Tel. 030/3539292 – fax 030/3539294 info@centrolibri.it