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Sfogliando i nostri giornali

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La nostra stampa alpina.

  • NASCE L’ALPINO IN EUROPA La nascita de L’alpino in Europa è un momento emozionante: è il punto di arrivo per sostenere le sezioni Germania, Belgio, Lussemburgo, Nordica e i gruppi autonomi di Bulgaria e Romania e diventa un punto di partenza per tenere vive le regole considerate essenziali per tramandare la nostra storia, il nostro passato, i nostri valori, che sono i presupposti per capire la realtà che ci circonda, per aiutare i nostri figli, i nostri nipoti a poter progettare il proprio e altrui futuro. Con L’alpino in Europa desideriamo portare nelle famiglie un prezioso aiuto per far sì che la nostra storia non diventi solo un fatto personale ma lo zaino culturale dei nostri figli e nipoti . (Da L’alpino in Europa)
  • LADRI IN BAITA Furto ai nostri danni: quanti soldi pensava di trovare chi si è introdotto in baita scassinando la porta di ingresso?Risultato: è sparita la fisarmonica del Battista, lo stereo, qualche spicciolo, e forse delle bottiglie Mah. L’unica cosa è che abbiamo rinforzato le difese passive con un robusto cancello in ferro battuto per maggior sicurezza: ringraziamo Roberto Nava che l’ha messo in opera e si sta adoperando per pulire anche la parte posteriore, mettendo ordine. Auguri al nostro Battista perché la sua schiena smetta di fare i capricci e gli permetta di continuare a svolgere con passione il suo lavoro di cuoco alpino (ma sembra che già vi sia stato un miglioramento e si è rivisto in baita, anche se un poco arrabbiato per la sparizione della sua fisarmonica) . (Da L’alpino della rotonda, gr. Inverigo Sez. Como)
  • ZAINO IN SPALLA Il prossimo anno festeggeremo l’85º anniversario della fondazione del gruppo, un traguardo importante che coincide con il 90º anniversario della costituzione della sezione di Verona, una delle più vecchie d’Italia. Da questo momento ogni socio alpino, amico e familiare si deve sentire impegnato. Festeggeremo in semplicità l’avvenimento per condividere, nel nostro piccolo, le difficoltà che stanno attraversando alcune realtà economiche locali: ma con lo stesso entusiasmo e spirito alpino ereditato dai nostri soci fondatori e quelli della seconda generazione, i reduci di Nikolajewka che il 25 ottobre a Milano si sono raccolti attorno a don Carlo Gnocchi per la sua beatificazione . (Da Notiziario, gr. Cà di David, Sez. Verona)
  • LA GUARDIA AI MULI Per me i muli erano animali mai visti, che reputavo di taglio simile agli asinelli sardi, che una volta cavalcati ti fanno strusciare le scarpe per terra. Immaginate lo stupore allorchè vidi spuntare un paio di orecchie d’asino da dietro un muro alto un paio di metri. Ma quello è un elefante . Tranquillo, devi sapere che ci sono tre categorie di muli e quelli dell’artiglieria da montagna sono di prima categoria; l’asino padre è uno stallone alto m. 1,80 al garrese . Bene, giovani, oltre ai turni di guardia ordinari alla caserma e alla polveriera, è prerogativa dell’artiglieria da montagna montare anche la guardia ai muli. Si tratta di un lavoro semplice e romantico da svolgere alle scuderie . (Da Alpin del domm, gr. Milano centro Sez. Milano)
  • ADUNATA A BOLZANO? L’Adunata nazionale degli alpini torna in regione. L’appuntamento sarà a Bolzano nel maggio del 2012. Per la verità manca ancora la ratifica da parte dell’ANA che attende le indicazioni degli altri raggruppamenti alpini in cui è divisa l’Italia, ma la logica dell’alternanza fa ben sperare per le penne nere altoatesine. La riunione dei presidenti del Triveneto ha preferito Bolzano (rispetto a Pordenone) nella riunione del 6 gennaio: 15 a 11 la votazione (Da Doss Trent, Sez. Trento)
  • PREGHIERA DELL’ALPINO Ad una festa di gruppo durante la Messa, dopo aver recitato la nostra Preghiera dell’Alpino, il parroco dal pulpito ci ha rimproverato perché abbiamo recitato una preghiera vecchia, come l’ha definita lui. E poi, non pago, durante il pranzo, quando gli è stato detto di dire due parole sugli alpini, ha ripreso l’argomento dicendo che quello che avevamo recitato era una bestemmia Allora che cosa ci resta da fare?Armarci, non di armi vere ma di storia alpina. Cominciamo a far valere e vedere chi sono gli alpini di oggi. Recitiamo la nostra preghiera così come è stata scritta in origine davanti ai nostri monumenti e non in chiesa. Recitiamola dove noi ricordiamo la storia di chi ha dato la vita, dove noi attingiamo energia, sapere e sicurezza per impostare correttamente il nostro futuro di associazione. I monumenti costruiti da noi o dagli alpini che ci hanno preceduto, ecco i luoghi sacri dove recitare la nostra preghiera dell’Alpino. Appendiamo il Crocefisso nelle nostre sedi. Continuiamo così con le nostre armi di oggi, e con l’intelligenza, a difendere la nostra Patria, la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana . (Da Alpini Val dell’Agno, sez. Valdagno)
  • IL GIORNO DELLA MEMORIA Il 27 gennaio scorso è stato celebrato il Giorno della Memoria per ricordare il giorno in cui le forze alleate hanno liberato Auschwitz aprendo agli internati quel cancello sovrastato dall’inqualificabile scritta Arbeit macht frei , il lavoro rende liberi. Un giorno di giubilo ma, al tempo stesso, un giorno triste per aver constatato quanto in basso possa scendere la mente umana, quanto disprezzo della vita altrui possa annidarsi in culture deviate. Ecco, da questo esempio di grande portata, da questa Shoah (termine adottato fin dal 1938 dalla comunità ebraica in Palestina in riferimento alla Notte dei Cristalli del 9/10 novembre 1938) che in lingua ebraica significa desolazione, catastrofe, disastro: da questo olocausto e dalla sua celebrazione dobbiamo continuare a prendere esempio per celebrare la memoria . (Da Alpin dla Bassa, Sez. Vercelli)

Pubblicato sul numero di aprile 2010 de L’Alpino.