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Ciao Umberto, alpino, Campione di sci

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Il vecio alpino Umberto Contrini, classe 1918, è andato avanti. Era tra i più festeggiati agli annuali campionati nazionali invernali dell’ANA ai quali, finché le forze glielo hanno permesso, non mancava mai. Contrini imparò a sciare al paese natale, Pezzoro, dove i ragazzi si fabbricavano in casa dei rudimentali attrezzi per giocare con gli amici o per essere facilitati, nei mesi invernali, negli spostamenti sulla neve.

Iniziò la carriera sugli sci nel 1935, quando le foto erano in bianco e nero e l’attrezzatura sportiva non era quella sofisticata di oggi. Erano gli anni in cui lo sci agonistico italiano iniziava ad evolversi e Contrini ne fu uno dei protagonisti che lo portò a vestire la maglia azzurra. A livello nazionale, partecipò più volte alla discesa del Monte Guglielmo, dove nel 1939 ottenne un secondo posto alle spalle dell’azzurro Roberto Lacedelli di Cortina d’Ampezzo.

Fu chiamato alle armi nel 6º Alpini dove i superiori, considerato il risultato di alcuni piazzamenti nelle gare, decisero di aggregarlo alla prestigiosa Scuola Militare di Alpinismo di Aosta, nel battaglione Duca degli Abruzzi. Da alpino partecipò alla staffetta internazionale di Cervinia dove ottenne il secondo posto in discesa e fu aggregato alla Pattuglia sci veloci , che in quegli anni raccoglieva i migliori talenti dello sci italiano. Fra le numerose gare a cui partecipò ricordiamo la tre giorni del Cervino del 1941 (il famoso Trofeo delle Funivie del Cervino) nella quale si classificò secondo dietro a Zeno Colò.

La passione per lo sci lo ha seguito per tutta la vita. Non più giovanissimo, a quarant’anni, vinse dieci gare consecutive di sci alpino a livello regionale ma poi, durante una staffetta, si fratturò una gamba. Fu il primo serio infortunio della sua carriera. Negli anni ’60 fu dirigente dello sci club Pezzoro (un paese di poche anime) che si affermò come primo club delle Alpi Centrali.

Immancabile la sua presenza alle gare con gli alpini dove dimostrava, nonostante gli anni, un’energia inesauribile e grande entusiasmo. Qualità che lo hanno portato ad ottenere risultati memorabili, tramandando i valori più autentici ai giovani atleti.