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Una giornata in marcia con gli alpini dell’Impavida

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La 22ª Compagnia “Impavida” del 2° reggimento Alpini di Cuneo, brigata Taurinense è comandata dal tenente Marco Manera, torinese di 28 anni, impegnato dal 13 luglio con i suoi cento uomini e donne – reduci dalla missione in Afghanistan in uno dei posti più caldi della regione – in una serie di marce sulle Alpi Marittime, con uno sviluppo totale di oltre 10.000 metri di dislivello in dieci giorni.

La 22ª è una delle undici compagnie della Taurinense (per un totale di 1200 alpini) impegnate nell’addestramento estivo alla montagna: marce di difficoltà crescente su tutto l’arco alpino piemontese. Partenza all’alba in perfetto ordine di marcia, con armamento e zaino da 20 chili in spalla, il comandante in testa e i plotoni a seguire, suddivisi in squadre da dieci distanziate in modo regolare, con la squadra soccorso – composta dagli alpini più robusti e guidata da una donna – a chiudere la formazione.

Il 19 luglio c’è stata l’ascensione alla Rocca dell’Abisso, 2755 metri sul livello del mare, con quasi 900 metri da colmare partendo dal Forte Centrale, a pochissimi metri dal confine alpino con la Francia, sul Tenda. La sera prima si è pernottato in quota, all’interno di tende biposto, dopo una marcia di trasferimento da Limonetto.

Ogni ora di cammino si fa una breve pausa, e prima di riprendere, lungo il sentiero in salita si fanno 22 flessioni con lo zaino sulla schiena, tante quanto il numero della compagnia. Quelli della 22ª non sembrano affatto stanchi, all’arrivo nei pressi del Forte: dopo essersi cambiati la maglietta e attinto dalla propria riserva di viveri e acqua, qualcuno tira fuori un pallone da rugby e dà inizio ad una partita improvvisata nello sport più intenso, a quasi 2000 metri di altitudine.

Magg. Mario Renna
brigata alpina Taurinense

Il ten. Manera, sullo sfondo gli alpini in marcia.

Flessioni “defaticanti” dopo la marcia.