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Avanti insieme con coraggio

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Cari alpini, come prima cosa un sincero grazie per avermi voluto confermare con un ampio consenso, per un secondo mandato alla guida della nostra amata Associazione. Sarò il presidente di tutti, convinto come sono che all’interno di una grande famiglia, come è la nostra, il confronto e il dibattito siano uno strumento utile e costruttivo con l’attenzione che debbono prevalere il rispetto reciproco e l’interesse per il bene dell’Ana.

Nella mia relazione morale che qui troverete allegata ho chiarito, spero in modo esaustivo, come intendo procedere e quale sarà il metro di valutazione al quale mi atterrò. Sono il primo a rendermi conto che è necessario al nostro interno operare per costruire un clima di maggiore serenità, ma questo non può avvenire a scapito della chiarezza e della lealtà.

Siamo e dobbiamo rimanere uomini schietti e sinceri che esprimono il proprio pensiero ma che sanno poi, magari con una stretta di mano, accettare e condividere il pensiero altrui soprattutto quando è quello della maggioranza, con il solo limite del rispetto e della dignità delle singole persone memori del detto “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. Tutti insieme, allora, guardiamo con fiducia avanti. Ci attendono anni impegnativi con la chiusura del centenario della Grande Guerra e subito dopo, nel 2019, il centenario della fondazione a Milano dell’Ana.

Con l’approvazione del Cdn e la ratifica in assemblea dopo anni di proposte e di confronto, si è individuata una soluzione per le sezioni all’estero e per una corretta collocazione degli aggregati e degli amici degli alpini. Non sarà la soluzione ottimale, ma credo che permetta da un lato di fare chiarezza e dall’altro di riconoscere il giusto ruolo agli amici degli alpini che non sono soci ordinari ma che, nella condivisione dei valori alpini, partecipano alla vita dei nostri e delle nostre Sezioni. Nessuna modifica al nostro Statuto, ma unicamente al regolamento per meglio precisare e definire compiti e modalità di partecipazione, ai nostri incontri e adunate, di una figura ormai consolidatasi negli anni e che ci è indubbiamente molto vicina quale quella dell’amico degli alpini.

Ma non ci vogliamo e non ci possiamo fermare qui. Altre opportunità si stanno aprendo con la riforma del terzo settore ormai divenuta legge e con i relativi decreti delegati in cui potremmo inserirci con i nostri progetti specifici volti a coinvolgere i giovani in attività di volontariato e di servizio alla Patria. Per questo ma anche per altre concrete possibilità abbiamo costruito una stretta e fattiva collaborazione con le nostre Forze Armate e in particolare con gli alpini in armi. Siamo convinti che sia possibile pensare a una forma di servizio volontario capace di integrare e completare quanto fanno i nostri soldati e che su questa strada sia configurabile una nuova leva di giovani per la Patria.

Occorre guardare però anche al nostro interno e sulla scorta dell’esperienza passata modificare e sistemare quelle parti di Statuto e di regolamento che hanno mostrato il segno dei tempi e la necessità di una revisione. Il tutto, come sempre, coinvolgendo ogni nostra realtà, dai singoli soci ai gruppi, dalle sezioni al consiglio direttivo nazionale. Allora avanti con impegno e fiducia forti dei nostri valori da trasmettere alle giovani generazioni “per non dimenticare”.

Un pensiero ai nostri e a tutti i Caduti e a quanti sono “andati avanti” affinché riposino in pace nel paradiso di Cantore. Un saluto ai nostri reduci, ai nostri alpini in armi, a voi cari alpini e amici e alle vostre famiglie con un forte abbraccio.

Sebastiano Favero

Avanti insieme con coraggioCari alpini, come prima cosa un sincero grazie per avermi voluto confermare con un ampio consenso,per un secondo mandato alla guida della nostra amata Associazione. Sarò il presidente ditutti, convinto come sono che all’interno di una grande famiglia, come è la nostra, il confronto e ildibattito siano uno strumento utile e costruttivo con l’attenzione che debbono prevalere il rispettoreciproco e l’interesse per il bene dell’Ana. Nella mia relazione morale che qui troverete allegataho chiarito, spero in modo esaustivo, come intendo procedere e quale sarà il metro di valutazioneal quale mi atterò. Sono il primo a rendermi conto che è necessario al nostro interno operare percostruire un clima di maggiore serenità, ma questo non può avvenire a scapito della chiarezza e dellalealtà. Siamo e dobbiamo rimanere uomini schietti e sinceri che esprimono il proprio pensiero mache sanno poi, magari con una stretta di mano, accettare e condividere il pensiero altrui soprattuttoquando è quello della maggioranza, con il solo limite del rispetto e della dignità delle singole personememori del detto “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. Tutti insieme, allora,guardiamo con fiducia avanti. Ci attendono anni impegnativi con la chiusura del centenario dellaGrande Guerra e subito dopo, nel 2019, il centenario della fondazione a Milano dell’Ana. Conl’approvazione del Cdn e la ratifica in assemblea dopo anni di proposte e di confronto, si è individuatauna soluzione per le sezioni all’estero e per una corretta collocazione degli aggregati e degliamici degli alpini. Non sarà la soluzione ottimale, ma credo che permetta da un lato di fare chiarezzae dall’altro di riconoscere il giusto ruolo agli amici degli alpini che non sono soci ordinari ma che,nella condivisione dei valori alpini, partecipano alla vita dei nostri e delle nostre Sezioni. Nessunamodifica al nostro Statuto, ma unicamente al regolamento per meglio precisare e definire compitie modalità di partecipazione, ai nostri incontri e adunate, di una figura ormai consolidatasi neglianni e che ci è indubbiamente molto vicina quale quella dell’amico degli alpini. Ma non ci vogliamoe non ci possiamo fermare qui. Altre opportunità si stanno aprendo con la riforma del terzo settoreormai divenuta legge e con i relativi decreti delegati in cui potremmo inserirci con i nostri progettispecifici volti a coinvolgere i giovani in attività di volontariato e di servizio alla Patria. Per questoma anche per altre concrete possibilità abbiamo costruito una stretta e fattiva collaborazione con lenostre Forze Armate e in particolare con gli alpini in armi. Siamo convinti che sia possibile pensarea una forma di servizio volontario capace di integrare e completare quanto fanno i nostri soldati eche su questa strada sia configurabile una nuova leva di giovani per la Patria. Occorre guardareperò anche al nostro interno e sulla scorta dell’esperienza passata modificare e sistemare quelle partidi Statuto e di regolamento che hanno mostrato il segno dei tempi e la necessità di una revisione. Iltutto, come sempre, coinvolgendo ogni nostra realtà, dai singoli soci ai gruppi, dalle sezioni al consigliodirettivo nazionale. Allora avanti con impegno e fiducia forti dei nostri valori da trasmetterealle giovani generazioni “per non dimenticare”.Un pensiero ai nostri e a tutti i Caduti e a quanti sono “andati avanti” affinché riposino in pace nelparadiso di Cantore. Un saluto ai nostri reduci, ai nostri alpini in armi, a voi cari alpini e amici ealle vostre famiglie con un forte abbraccio.Sebastiano Favero