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Turismo lento tra le bellezze d’Italia

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Non è più solo una moda. Il cosiddetto “turismo lento”, a piedi e in bicicletta annovera oggi in Italia 3,6 milioni di persone che hanno già sperimentato questa tipologia di turismo e che dichiarano di volerla ripetere. I numeri sono addirittura più consistenti, in Francia, 4,8 milioni, Germania, 5,6 e Regno Unito, 7,2. Ma per tutti questi mercati, il Paese preferito per una vacanza lenta è sempre l’Italia. Le regioni scelte per andare a spasso con ritmi sostenibili dagli italiani vedono primeggiare il Trentino-Alto Adige (seguito da Toscana, Umbria e Sicilia), mentre i francesi e gli inglesi prediligono la Sicilia (e al secondo posto la Toscana); i tedeschi la Toscana, seguita dalla Sicilia.

Nel turismo lento è possibile poi scorporare la “nicchia” escursionistica pura, ovvero del “solo a piedi”, che sta conquistando nuove fette di mercato: in Italia sono stati stimati 2,7 milioni di praticanti, in Francia 4,5 milioni, 4,6 in Germania e 5,4 nel Regno Unito.

Lo mette in evidenza uno studio dell’Ente Nazionale del Turismo (Enit) e del Touring Club, che ha esaminato i cammini italiani e la relativa offerta turistica: cento i percorsi che sono stati individuati per circa trentamila km complessivi, e tra questi sessantatré si rivelano i più visibili agli occhi dei potenziali fruitori, grazie a siti web turistici dedicati.

La ricerca  realizzata in collaborazione con Ipsos pone l’accento sul turismo escursionistico, ovvero un turismo itinerante, svolto prevalentemente a piedi in contesti generalmente rurali o montani per motivazioni naturalistiche, religiose/spirituali o di benessere psicofisico. Lo studio riporta i risultati di un’indagine demoscopica condotta su campioni rappresentativi della popolazione italiana (1.000 casi), francese, inglese e tedesca (500 casi per Paese) con metodo CAWI.

“Il turismo lento – rileva l’Enit – è un segmento che favorisce anche la sostenibilità specie in termini di destagionalizzazione, decongestione dei flussi e creazione di nuove opportunità di lavoro. In più, è un modo di viaggiare che ben si sposa con l’enogastronomia, fattore identitario noto in tutto il mondo e dal fortissimo potere di attrazione per i turisti italiani e stranieri. I cammini sono un patrimonio culturale e spirituale di inestimabile valore e permette di promuovere la conservazione e la valorizzazione di percorsi storici e culturali. I cammini rappresentano antiche vie di comunicazione che hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia delle popolazioni locali”.

“I cammini religiosi – sottolinea invece una nota del Ministero per il Turismo, che nell’ultima legge di bilancio ha stanziato per questo oltre 19 milioni di euro – costituiscono un’occasione preziosa in vista del Giubileo 2025, che vedrà arrivare oltre 30 milioni di turisti nella sola capitale”.