Si è conclusa a Poprad, città sui monti Tatra, in Slovacchia, la quinta edizione del Raduno degli alpini d’Europa, organizzato dalla giovane Sezione locale, costituita soltanto un anno fa e presieduta dal giovane alpino Alessandro Zazzeron.
Anche se c’è stata qualche defezione delle Sezioni europee (tanto che la decisione sulla sede del prossimo incontro europeo è stata destinata ad una riunione apposita che si terrà in autunno a Milano), il Raduno è stato molto partecipato, soprattutto dagli alpini provenienti dall’Italia: alla Messa celebrata nella meravigliosa chiesa di San Giacomo a Levoca, cittadina slovacca Patrimonio dell’Unesco (e accompagnata dal Coro dei congedati della Cadore) erano presenti infatti, oltre a quello della Sezione locale, quattrodici vessilli, oltre a 35 gagliardetti. Insegne che hanno poi dato vita ad una sfilata, preceduta dalla fanfara della Sezione di Udine, che ha raggiunto il cimitero di Levoca dove sono stati resi gli onori a sei italiani morti in prigionia durante la Grande Guerra.
Un Raduno che ha visto una presenza molto qualificata delle autorità: l’Italia, infatti, è stata rappresentata dall’ambasciatrice Catherine Flumiani, che, accompagnata dall’addetto aggiunto per la Difesa, col. Riccardo Venturini, alpino ha trascorso due giornate con le penne nere, oltre a ufficiali e sottufficiali della Brigata Julia. L’ambasciatrice ha anche partecipato ad una esercitazione congiunta antincendio, organizzata e condotta dai Vigili del fuoco slovacchi assieme alla Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia, in sinergia con la Sezione di Udine.
Il Raduno è stato legato a filo doppio con Viva Italia, una partecipatissima manifestazione enogastronomica che si tiene ogni anno in Slovacchia per promuovere i prodotti e la cultura italiana in quel Paese. A Poprad è stata anche allestita un’interessante quanto per noi inedita mostra presso nel Museo dei Bassi Tatra sui legami tra gli alpini e il gen. Rastislav Štefánik, fondatore della Legione cecoslovacca che combatté a fianco dei reparti italiani nell’ultima fase della Prima guerra mondiale.
Nel cinema centrale della città è stato quindi proiettato anche il bellissimo film “Anima alpina” del regista Alex Cavalcanti, realizzato nel 2019, ma rimasto di fatto inedito a causa dello scoppio della pandemia.
Soddisfatti alla fine il presidente nazionale Sebastiano Favero, che guidava la delegazione Ana dall’Italia e il vice presidente Gian Mario Gervasoni, responsabile dei rapporti con le Sezioni all’estero. “Un Raduno – ha detto il primo – che nonostante qualche defezione europea ha dimostrato, soprattutto grazie alle Sezioni provenienti dall’Italia, come tra le penne nere sia vivo e vitale lo spirito alpino di condivisione”. “Concludo soddisfatto la mia lunga esperienza di delegato Ana alle Sezioni estere in questo bellissimo scenario di montagna – ha aggiunto Gervasoni – e sarò lieto di fornire ad Aldo Duiella, mio successore, tutto il mio appoggio in questo ruolo che mi ha consentito di conoscere tanti alpini all’estero, fortemente pervasi dall’amore per la nostra Patria”.















