Il borgo di Fénis, con il suo castello che domina le colline, dal 12 al 14 settembre ha cambiato volto. Non più soltanto turisti e passanti, ma un brulicare di divise, mezzi, attrezzature e sorrisi: oltre 210 volontari del 1° Raggruppamento dell’Associazione Nazionale Alpini, giunti da 18 Sezioni, hanno dato vita a una grande esercitazione di Protezione Civile.
La macchina organizzativa si è messa in moto fin da subito. La squadra “cucina e gestione bar” della sezione ospitante ha acceso i fornelli e preparato i tavoli, diventando in poche ore il punto dove ritrovarsi, rinfrancarsi e scambiare due battute tra un’attività e l’altra. Nel frattempo, alcuni volontari – uno dei quali con alle spalle una carriera che non si misura più in anni ma in decenni – hanno preso in mano i rapporti con i responsabili delle aree operative. Fogli, radio e telefono alla mano, sono stati la voce che indirizzava uomini e mezzi: “Tu lì, tu domani mattina, quell’attrezzatura va spostata subito…”. Una regia silenziosa ma fondamentale.
Sui fronti di lavoro l’energia non è mancata. Con le motoseghe ronzanti, le squadre hanno affrontato tronchi e rami simulando la messa in sicurezza di un’area colpita dal maltempo. Più in basso, lungo il torrente, i volontari armati di decespugliatori hanno iniziato a ripulire l’alveo con tanto zelo che a un certo punto è stato necessario fermarli: se avessero continuato, probabilmente i prati di mezzo Fénis sarebbero diventati un campo da golf perfettamente rasato!
Ma la vera sfida è stata sul versante tecnologico. Telecomunicazioni e droni hanno portato l’esercitazione in una dimensione nuova. Le telecomunicazioni, indispensabili per ogni emergenza, hanno messo alla prova collegamenti e apparati, mentre i “dronisti” hanno dovuto affrontare per la prima volta da soli il montaggio dello Starlink, il sistema di connessione satellitare. Il momento clou è arrivato quando, nel bel mezzo della preparazione, il responsabile dei droni ha chiesto aiuto al collega delle Telecomunicazioni per l’installazione dello Starlink. Quest’ultimo, in accordo con Giuseppe Ventura, coordinatore di Pc del 1° Raggruppamento, ha finto di essere travolto dalle emergenze: “Mi spiace, ma ho troppe chiamate in corso, vedetevela voi!”. I dronisti, un po’ spaesati, hanno serrato i ranghi e… sorpresa: montaggio riuscito alla perfezione, senza un intoppo.
Il drone, una volta in volo, ha scritto la parte più spettacolare dell’esercitazione. Ha sorvolato un’area come se fosse stata colpita da una calamità, trasmettendo le immagini in diretta via satellite non solo alla sala operativa locale, ma anche a Campiglia dei Berici. Dall’altra parte dello schermo, operatori collegati a distanza davano ordini: “Più a destra… inquadra quella zona… avvicinati all’edificio…”. Una sinergia di immagini e parole che ha mostrato quanto la tecnologia, se ben utilizzata, possa cambiare radicalmente la gestione di un’emergenza.
Accanto a loro, la Sanità Alpina ha fatto la sua parte, pronta a intervenire nelle simulazioni di soccorso con medici, infermieri e volontari addestrati. Un presidio silenzioso ma rassicurante, capace di dare sicurezza a tutti gli altri.
Tre giorni intensi, fatti di sudore, di attrezzature che ronzano e di voci che si sovrappongono. Ma anche di risate, di pasti condivisi, di piccoli episodi che rimarranno impressi nella memoria di chi c’era. Perché un’esercitazione non è solo addestramento tecnico: è prima di tutto un’esperienza di comunità.
E se fosse necessario racchiudere tutto in un numero, basterebbe dire questo: le aree di intervento programmate erano quattro, ma sul posto ne sono state aggiunte altre due, e tutte e sei sono state portate a termine con successo. Un risultato che parla da solo, e che testimonia lo spirito, la professionalità e la passione dei volontari ANA.
g.v.









