The New York Times ha dedicato un ampio servizio agli alpini impegnati ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, raccontandone il ruolo silenzioso ma determinante nell’organizzazione dell’evento. Nell’articolo firmato da Jason Horowitz e corredato dalle immagini di James Hill, il quotidiano americano descrive le Penne Nere come una forza “instancabile” e sempre pronta a intervenire, con pale e sci, sulle piste di Cortina d’Ampezzo.
Il reportage evidenzia l’impegno di circa 1.500 alpini, tra militari e volontari dell’Associazione Nazionale Alpini, impiegati nella preparazione e manutenzione delle piste, nella logistica, nei trasporti, nei controlli e nel supporto operativo ai vari siti di gara. Un contributo prezioso che ha aggiunto, come sottolinea il giornale, “colore locale” e concretezza organizzativa alla dimensione internazionale dei Giochi. Nel servizio molti volontari sono stati intervistati, offrendo una testimonianza diretta dello spirito di servizio e della disponibilità che contraddistinguono gli alpini.
Ampio spazio è dedicato anche alla storia del Corpo, nato nel 1872, e alla tradizione di servizio che ancora oggi contraddistingue gli alpini, protagonisti nei conflitti del passato e sempre presenti nelle emergenze nazionali, dalle calamità naturali alla pandemia. Viene richiamato anche il villaggio alpino allestito a Borca di Cadore, trasformato in pochi giorni in una efficiente base logistica grazie alla competenza e allo spirito di adattamento tipici delle Penne Nere.
Il Presidente Nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero, ha espresso il proprio compiacimento per l’attenzione riservata dal prestigioso quotidiano statunitense: si tratta di un riconoscimento significativo che testimonia come lo spirito alpino, fatto di dedizione, sacrificio e servizio alla comunità, sia capace di parlare al mondo intero. Un orgoglio per tutta l’Associazione e per le generazioni di alpini che, ieri come oggi, continuano a essere “sempre pronti”.
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