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Al centro della Calabria

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Nel nostro Paese le differenze sono un valore inestimabile. Da Nord a Sud la varietà si impone nel paesaggio e si riflette nei dialetti, nelle tradizioni, nel cibo, nell’arte, nel modo di vivere, producendo nei viaggiatori stupore e piacere. Una regione che non fa eccezione è la Calabria che nell’immaginario è correttamente identificata come luogo di mare e spiagge che si estendono per ben 600 chilometri, eppure il 42% del suo territorio è classificato come montuoso. Pollino, Aspromonte, le Serre e la Sila sono i rilievi al centro di Parchi naturali protetti.

Situato nel più grande altopiano d’Europa, il Parco nazionale della Sila si estende per circa 74mila ettari nel territorio di 19 Comuni delle provincie di Cosenza, Catanzaro e Crotone. Già negli anni Venti del secolo scorso si discuteva della necessità di un’area protetta in Calabria. Dopo decenni di gestazione, nel 1968 nacque il Parco nazionale della Calabria che solo nel 2002 divenne Parco nazionale della Sila. Il suo territorio viene comunemente suddiviso, partendo da Nord a Sud, in Sila Greca, Grande e Piccola. Nonostante lo sfruttamento intensivo già dall’epoca romana, la ricchezza delle foreste è rimasta quasi inalterata.

Il toponimo, infatti, si dice possa derivare dal latino “silva” (bosco, foresta), ma c’è anche chi lo collega ai canali d’acqua, abbondanti nella zona. In effetti il paesaggio è prevalentemente a carattere alluvionale e vallivo, mentre i numerosi rilievi non raggiungono i 2mila metri. I re della foresta sono il faggio e il pino laricio che in Italia ha la maggior presenza di esemplari proprio nel territorio della Sila. Nel Parco vivono 175 specie di vertebrati autoctoni, i più interessanti, seppur presenti in pochi esemplari, sono il lupo appenninico e il gatto selvatico; sono scomparsi invece, principalmente per mano dell’uomo, l’orso e il cervo, reintrodotto a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso.

Bellezze naturalistiche e faunistiche possono essere apprezzate dal pubblico grazie ad un’offerta ampia che soddisfa escursionisti esperti e amanti della natura. La rete del Parco si sviluppa su 600 chilometri per un numero complessivo di 66 sentieri, 51 secondari e 5 tratti del Sentiero Italia e la maggior parte dei percorsi possono essere esplorati anche a cavallo o in mountain bike. I laghi del Parco, Cecita, Arvo e Ampollino e più piccoli Ariamacìna e Passante in estate offrono la possibilità di cimentarsi con vela, surf, oppure immergersi nella natura con canoe e pattìni.

In inverno invece è straordinario godersi il silenzio dei boschi sugli sci da fondo o con le ciaspole, oppure sciare sulle piste aperte da dicembre a febbraio. È possibile anche prenotare un viaggio speciale nel Parco sul “Treno della Sila” che percorre la linea ferroviaria a scartamento ridotto più alta d’Europa con una locomotiva a carbone del 1925. Per i più giovani e le famiglie le “Fattorie aperte” offrono la possibilità di vivere il territorio in modo completo, passando una giornata scandita dai ritmi contadini, scoprendo i cibi di montagna: la patata della Sila, i prodotti caseari più tipici come la giuncata e il butirro, insaccati come il raro Sacchetto di Longobucco o i dolci come la pitta ‘mpigliata.

I centri visita del Parco, sul lago Cecita nel Cosentino dove c’è l’orto botanico, a Taverna (Catanzaro) con i musei tematici e il Centro Natura e a Cotronei (Crotone) sede del Museo dell’acqua e dell’energia, sono a disposizione dei visitatori e scolaresche per conoscere meglio l’area protetta e per promuovere l’educazione naturalistica, forestale e ambientale. Gli itinerari naturalistici si intrecciano con arte, cultura e tradizioni. Interessanti gli insediamenti rupestri di Cotronei e Petilia con le grotte ipogee, alcune delle quali abitate durante il Neolitico e riutilizzate per secoli, il borgo di Longobucco alle pendici del Monte Castello, oppure i borghi vicini al Parco legati a figure religiose importanti, quali Sant’Angelo d’Acri, Vincenzo Padula, Gioacchino da Fiore e San Francesco da Paola.

Un fiore all’occhiello del Parco nazionale della Sila è stato l’ingresso nel Programma “Man and the Biosphere” come 10ª riserva della biosfera italiana nella rete mondiale dei siti di eccellenza dell’Unesco che ha lo scopo di promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile.

Matteo Martin

Tutte le informazioni sul Parco si possono consultare sul sito www.parcosila.it