Villar Perosa ha dedicato un monumento agli alpini caduti in Afghanistan, eretto nella piazza intitolata al sottotenente Mauro Gigli, l’esperto artificiere della Taurinense di Villar Perosa che a luglio del 2010 fu colpito a morte dall’esplosione di un ordigno rudimentale che stava disinnescando. Accortosi del pericolo fece indietreggiare i colleghi presenti, salvando loro la vita. Per quel gesto altruistico fu decorato di Medaglia d’oro al valor militare. La sua eredità è stata trasmessa al figlio Gian Mauro, artificiere – come il padre – nelle file del 32° reggimento genio di Fossano.
Centinaia di persone sono venute in piazza per il ricordo di Gigli e dei suoi commilitoni, reso anche attraverso la lettura del post pubblicato sul web de “La Stampa” nel Diario da Herat a firma dell’allora maggiore Mario Renna: “Mauro era perfettamente consapevole della delicatezza ma anche dell’umanità del proprio lavoro, e ricordava spesso i corsi tenuti in Bosnia per i bambini delle scuole, dove insegnava loro a non toccare oggetti sconosciuti. Era un uomo coraggioso, perché ci vuole del fegato per fare quel mestiere, ma attento: studiava con cura tutti gli elementi degli ordigni ed era diventato una specie di enciclopedia autorevole a cui tutti facevano riferimento. I suoi ‘ragazzi’ (così chiamava i giovani genieri alpini del suo team) erano cresciuti a sua immagine e somiglianza e oggi sono uomini maturi che ne hanno raccolto il testimone”.
Insieme alla vedova Vita Gigli erano presenti all’evento il vicesindaco di Villar Perosa Stefano Raviol, il generale David Colussi, comandante della brigata alpina Taurinense e il generale Claudio Berto, comandante delle forze NATO nell’Afghanistan occidentale nel 2010, oltre ai vessilli e ai gagliardetti delle Sezioni e dei Gruppi piemontesi dell’Associazione Nazionale Alpini.









