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“Extreme Patrol 2026”: esercitazione multinazionale in Alto Adige e nel Bellunese

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L’esercitazione “Extreme Patrol 2026”, iniziata il 19 settembre scorso, ha visto partecipare oltre 300 tra uomini e donne delle Truppe Alpine dell’Esercito fra le province di Bolzano e Belluno. Un’attività continuativa a connotazione multinazionale, diurna e notturna, finalizzata a verificare la preparazione fisica e mentale, nonché il livello addestrativo individuale e collettivo raggiunto dal personale per la condotta di attività tattiche in ambiente montano.

Alla cerimonia di premiazione ha partecipato il gen. C.A. Francesco Bruno, vicecomandante per le Forze da Combattimento dell’Esercito, insieme al comandante delle Truppe Alpine, gen. D. Alberto Vezzoli e al sindaco del Comune di San Candido, Klaus Rainer. In particolare, alla prima pattuglia classificata, effettiva al 7° reggimento alpini, è stato assegnato il trofeo intitolato al maresciallo ordinario Sara Roba, sottufficiale delle Truppe Alpine recentemente scomparsa in un incidente stradale. Presenti alla consegna anche i suoi familiari.

Alla complessa e articolata esercitazione hanno preso parte pattuglie provenienti dai reggimenti di fanteria, artiglieria e Genio delle Truppe Alpine dell’Esercito insieme a rappresentative di Paesi alleati quali Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Spagna, con l’obiettivo di rafforzare l’interoperabilità, lo spirito di Corpo e la condivisione di competenze tra i Paesi partecipanti. Presenti inoltre osservatori militari di Albania, Belgio, Finlandia, Regno Unito e Stati Uniti.

Le pattuglie in addestramento, provenienti da un intenso ciclo di preparazione che ha compreso lo svolgimento di corsi alpinistici e di combattimento in montagna, hanno operato in completa autonomia logistica per 72 ore continuative, coprendo, in ambiente fortemente compartimentato – e pattugliato da unità nemiche – un percorso di oltre 60 km con più di 1.000 metri di dislivello. Sono state messe alla prova le capacità di movimento e navigazione, comando e controllo decentrato, pianificazione ed esecuzione di attività tattiche, superamento di ostacoli naturali come specchi d’acqua e pareti rocciose oltre che di gestione del personale ferito in condizioni di forte stress psicofisico.

La componente tecnologica ha avuto un ruolo determinante nell’ambito dell’attività attraverso l’impiego di droni da ricognizione, reti radio e di geolocalizzazione di recente acquisizione, collegamenti satellitari, sistemi di simulazione per attività a partiti contrapposti “force-on-force” e la sperimentazione della piattaforma R-Neuroplus per il monitoraggio e l’allenamento della prontezza cognitiva del personale.

Rilevante, al fine della buona riuscita dell’esercitazione, il supporto fornito dal 7° reggimento carabinieri “Trentino Alto Adige” che ha messo a disposizione il suo personale per rinforzare la componente delle “Opposing Forces”, con il compito di individuare le pattuglie esercitate, e da parte della Croce Rossa Italiana – Corpo Militare Volontario che ha fornito l’assistenza sanitaria nelle varie fasi della delicata esercitazione.