GUERRA BIANCA IN ADAMELLO

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PAROLE DAL GRAPPA

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ALBO D’ORO DEGLI ALPINI

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Il libro di Curiel, pur trattando delle guerre che hanno funestato il XX secolo, non è un vero e proprio testo di storia. Dà voce a quegli uomini che, indossando l’uniforme alpina, hanno combattuto e sono morti per tener fede a un giuramento.

ALPIN FA GRADO

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La storia del gruppo di Novi Ligure e la biografia del ten. Aldo Zanotta MOVM, a cui è intitolato. Non manca il ricordo degli alpini novesi caduti.

E IL NAUFRAGAR M’È DOLCE IN QUESTI MONTI

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L’ingegner Moro è un socio del gruppo di Rovigo, un ingegnere che ama la natura e la poesia. Questo libro non è il solito elenco di itinerari, ma la descrizione di persone, animali, suoni, colori, pervasi da una poesia che rende questi posti godimento per l’anima.

L’ULTIMO INVERNO DI GIOVANNI 1942-1943

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L’autrice Lucia Danzo, è nipote di Giovanni Tosato, artigliere del gruppo Udine, mai tornato dalla Campagna di Russia: i genitori e la sorella lo aspettarono per anni. Pubblica in questo libro le sue lettere dal fronte salvandole così dall’oblio e, con esse, i suoi ricordi di bambina.

ALPINI, STORIA E MITO

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“Sui sentieri delle Penne Nere”, chiarisce il sottotitolo di questo libro bello e interessante scritto da Diego Vaschetto, un geologo dalla multiforme attività di cultore dell’ambiente e della montagna. In quest’opera troviamo una serie di itinerari verso i luoghi che furono teatri di epici scontri nella Grande Guerra sul fronte alpino. C’è la storia delle Truppe alpine, delle loro divise, dei reggimenti e infine la ricostruzione dei vari episodi bellici, dal monte Vaccia alla Cengia Martini, al Cristallo, alle Tofane: dodici itinerari della memoria, che sono anche altrettante escursioni.

ARDITI SUL GRAPPA

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Salire sul Grappa nei momenti critici della fine del 1917 e della prima metà del 1918 sapendo di avere poche probabilità di tornare e vivere egualmente la guerra con gli occhi incantati di un ragazzo del ’99, ardito per scelta, è un’avventura da raccontare e per noi una lettura da non perdere. Nella narrazione e nella ricchissima documentazione fotografica del libro nulla traspare del clima eroico di quei tempi: si vive la guerra in ogni momento dello scorrere del tempo con la consapevolezza che bisogna combattere senza risparmiarsi se si vuole salvare l’Italia.

“Cuneense, andouma prou!”, avanti!

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Venerdì 13 gennaio ore 14: dalla stazione di Ceva inizia il viaggio lungo la linea ferroviaria Ceva-Ormea, sulle tracce della tradotta che se andò con tanti giovani dell’Alta Val Tanaro per la tragica Campagna di Russia. L’iniziativa ha aperto il fine settimana dedicato, in collaborazione con il Comune, al 69° anniversario della battaglia di Nowo Postojalowka del gennaio 1943, che segnò il calvario della Divisione Martire.

AUSTRALIA – Adelaide: il vecio e la nipote

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Giovanni Faggionato, vice presidente della sezione di Adelaide (Australia), intitolata a Franco Bertagnolli, abbraccia orgoglioso la nipote Ashlee Marie Faggionato, studentessa di medicina alla University of South Australia.

L’omaggio ai Caduti italiani nel cimitero cèco di Milovice

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Il cimitero di Milovice, nei pressi di Praga, è stato teatro anche quest’anno di una cerimonia densa di emozioni nel ricordo dei 5.276 connazionali internati deceduti durante la prima guerra mondiale. È stata una cerimonia molto semplice, con la deposizione delle corone alla presenza dell’ambasciatore italiano a Praga Pasquale D’Avino, del ten. col. Romeo Tomassetti delle Forze Nato, esponenti militari delle forze armate della Repubblica Ceca, religiosi della chiesa cattolica e ortodossa, reduci boemi, il sindaco di Milovice con molti suoi concittadini e, a sorpresa, anche una folta rappresentanza di italiani residenti a Praga.

LUINO – Una croce per ricordare

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“Un Segno per ricordare”. È questa l’introduzione alla targa posta sul basamento della croce eretta dagli alpini sul Monte Cadrigna, in Comune di Veddasca sopra Passo Forcora che fu sede, nel 1999, di una tappa di Camminaitalia. In cima al Cadrigna, balcone dominante il Verbano, a 1.300 metri di quota sopra Maccagno, c’è un pianoro chiamato “Pian de la Cros”. I resti di un basamento ricordavano che ai tempi una croce proteggeva quel luogo. L’alpino Gianmario Piazza, nativo dell’alta valle, pensò un giorno che sarebbe stato bello posarne una nuova e lo propose. Raccolta fondi, autorizzazioni, lavoro dei soliti noti, ora la croce è su, a ricordare e onorare, nel 150° dell’Italia unita, tutti i Caduti, in particolare i dispersi, gli infoibati e chi è sepolto senza il segno della sua fede cristiana.

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