ADAMELLO 1963-2013

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Era doveroso per la sezione ANA Vallecamonica ricordare i 50 anni dei pellegrinaggi in Adamello con un programma che evidenziasse il legame che unisce gli alpini all’Adamello, le cui cime raccontano gli atti di eroismo e la quotidianità vissuti da migliaia di nostri giovani negli anni della Guerra Bianca. Tra le varie iniziative che hanno coinvolto il territorio valligiano e in particolare il comune di Temù, culla del pellegrinaggio, c’è questa pubblicazione, sintesi e memoria di incontri tra “veci” e “bocia”, di emozioni vissute da chi ritornava su quei campi di battaglia, di dolore per un amico perduto, di orgoglio per il dovere compiuto. Il libro ripercorre, anno dopo anno, la storia del pellegrinaggio, col passare degli anni divenuto manifestazione nazionale. La documentazione agli atti del gruppo di Temù dice che il 1° raduno-pellegrinaggio si ebbe nel 1963, ma già molti anni prima il Tonale e l’Adamello erano meta di tante penne nere. Il numero de “L’Alpino” del maggio 1924, in un box in prima pagina intitolava: “Adamello! Quest’anno tutti in Adamello!”. Era un invito a partecipare al Convegno che si sarebbe tenuto quell’anno dal 23 agosto al 2 settembre a Ponte di Legno.

DA VENEZIA A CATTARO

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Il volume è stato pensato per ricordare quelle località della costa adriatica e delle isole del Quarnaro e Dalmate che oggi sono parte integrante delle repubbliche di Slovenia e Croazia. Al termine della seconda guerra mondiale molte migliaia di italiani residenti in quelle regioni dovettero lasciare le loro terre e i loro averi, riparando in buona parte in Italia. Il libro oltre a riprodurre oltre 900 bellissime cartoline d’epoca, vuol essere un omaggio a quegli oltre 250.000 esuli.

L’ULTIMA VOLTA

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La fine dell’era del mulo nelle Truppe alpine I muli sono stati congedati nel 1991, chiudendo con nostalgia un’epoca. Questi racconti, accompagnati da foto a colori, alcune commoventi, riguardano il periodo che va dal 1986 al 1989, con particolare riguardo all’ultimo campo invernale effettuato dalla 7ª batteria di artiglieria da montagna del gruppo Pinerolo, prima del congedo dei quadrupedi. Tutte le testimonianze sono state riportate esattamente come sono state scritte dagli autori e questo rende il libro davvero autentico.

NEVE

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Formazione ed evoluzione della neve Ambiente e dinamica delle valanghe Prevenzione e soccorso Un testo unico, un viaggio affascinante nel mondo della neve, dalla formazione di un leggerissimo cristallo fino alla potenza devastante della valanga. Renato Cresta - già ufficiale degli alpini paracadutisti, insegnante ai corsi di formazione per maestri di sci e responsabili della sicurezza sulle piste - ci regala un manuale ricchissimo di informazioni, grafici, tabelle, illustrazioni, l’esperienza di una vita.

OPERAZIONE GALILEA

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Perché tra tutte le unità che formavano il convoglio gli inglesi silurarono proprio il Galilea? Che cosa trasportava di così importante? Quali segreti nasconde il suo relitto in fondo al mare? Che cosa sta cercando un nostalgico del Terzo Reich esperto in recuperi sottomarini? Chi è il misterioso guardiano del faro tormentato da un oscuro passato? Basato su un capillare lavoro di ricerca, il romanzo sovverte l’interpretazione data finora, coinvolgendo il lettore in un crescendo di colpi di scena. Il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto dall’autore, a nome della sezione di Udine, alle famiglie di bambini malati terminali.

ADOLFO RIVOIR L’UFFICIALE CHE SALVÒ LA BANDIERA

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Il diario di Adolfo Rivoir è un contributo importante per la conoscenza e la riscoperta degli IMI, gli internati militari italiani in Germania tra il settembre 1943 e il maggio 1945. Circa 650.000 uomini dislocati in vari campi di detenzione in Polonia e Germania, in condizioni di vita difficilissime. Il col. Rivoir dopo l’8 settembre si trovò costretto a consegnare le armi ai tedeschi e a darsi prigioniero insieme ai suoi soldati. Durante la prigionia conservò sotto gli abiti la bandiera del 5° alpini riportandola in patria alla sua liberazione nel 1945.

Resistere ad oltranza

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Sono un vecio reduce della Tridentina e ricordo che il 2 febbraio 1943 ci siamo fermati due giorni a Schebekino e un capitano arrivato fra i primi riservò una casetta per gli ufficiali superiori e i generali.

Alpino alla ribalta

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Fatico un po’ a trovarlo. Poi finalmente il telefono squilla e una voce calda quasi impostata, risponde. Superati i primi momenti di naturale incertezza, cominciamo a chiacchierare. Lascio che sia lui a parlare; vorrei non sembrasse un’intervista, ma piuttosto un racconto. Una sorta di biografia vocale. Il telefono non aiuta, ma ci provo lo stesso. Andreapietro Anselmi parla di sé in una dizione perfetta, impeccabile. Mi spiazza, immaginavo di sentire qualche espressione dialettale, invece nulla. Eppure è nato e vissuto fino ai trent’anni a San Bortolo delle Montagne, comune di Selva di Progno, provincia di Verona.

La grande ristorazione

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#alpiniadunata2014

Nei padiglioni della grande ristorazione, collocati presso il parcheggio Marcolin e allestiti dal Comitato Organizzatore, i partecipanti all’Adunata possono trovare un pasto caldo ad un prezzo certo. Alcuni punti di ristoro di minore dimensione si trovano in piazza Risorgimento, in piazzale Giustiniano, in largo San Giorgio e al termine della sfilata, vicino al Parco Galvani.

Liturgia e alpini

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Un recente articolo sulla Tribuna di Treviso ha riportato a galla la vecchia storia del divieto ecclesiastico ai canti alpini ed alla Preghiera dell’Alpino (versione ANA) a Messa o nelle esequie funebri. Ciò ha creato un certo scompiglio tra parecchi alpini. Mi puoi raccontare come stanno le cose in realtà?

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