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LA BRIGATA CADORE

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EROI A NIKOLAJEWKA

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Cosa fece realmente il gen. Reverberi? Perché la battaglia fu vinta dagli alpini? Quale ruolo ebbero i tedeschi? A queste e altre domande cerca di rispondere il libro pubblicato in piccola tiratura dal gruppo di Borgosatollo in occasione dell’80º di fondazione. È composto da tre parti: la prima è dedicata al CSIR (inverno 1941-42); la seconda all’ARMIR (estate e autunno 1942 e inverno 1942-43); la terza al combattimento di Arnautowo e alla battaglia di Nikolajewka, la cui ricostruzione è avvenuta sulla base della documentazione storica italiana e tedesca e di una serie di testimonianze orali e scritte dei protagonisti.

DALLA NERVOBALISTICA ALL’ARTIGLIERIA DA MONTAGNA

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Il libro ripercorre la storia, quasi leggendaria, dell’artiglieria da montagna. Una documentata descrizione delle sue origini fa da preludio all’analisi sull’impiego attuale, descritta talvolta con terminologie davvero desuete che arricchiranno il bagaglio di conoscenze del lettore. I reparti di artiglieria sono armati e addestrati per operare in terreni montani, ma sono impiegati in tutti i teatri operativi, compresi i deserti e le pianure. Ghizzardi contribuisce a conservare nel tempo la memoria di queste Unità e di tutti gli artiglieri che ne hanno fatto parte, nel ricordo dei Caduti in servizio.

DOMENICO UMBERTO DIANO (1887-1977)

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Il libro ricostruisce la personalità di Domenico Umberto Diano, artista presente in due aree della cultura figurativa della prima metà del Novecento: le arti applicate e la scultura monumentale. Diano combatté come ufficiale nell’8° Alpini durante la Grande Guerra. Nel 1920 l’ANA gli commissionò il progetto del monumento al generale Antonio Cantore a Cortina d’Ampezzo, quello a Tripoli nel 1935 e il monumento all’Alpino a Ovindoli (AQ). Sue anche diverse medaglie commemorative realizzate in occasione delle Adunate nazionali. Tre capitoli del libro sono dedicati a Diano scultore monumentale della Grande Guerra, illustrati con diverse fotografie inedite.

LA STORIA (QUASI VERA) DEL MILITE IGNOTO

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Raccontata come un’autobiografia Storico per mestiere, narratore per passione, Emilio Franzina cammina in equilibrio tra storia e letteratura. Attingendo a una miriade di documenti del periodo 1914-18, ricostruisce a modo suo - di certo non arbitrario - la biografia di un soldato morto nella grande guerra e mai identificato. Dall’unione dei frammenti di vita vissuta, disseminati in una sconfinata mole di lettere, autobiografie e resoconti ufficiali raccolti in anni di ricerche, compone come in un puzzle la storia verosimile di un combattente, raccontata attraversando tutte le fasi dello sforzo bellico compiuto dall’Italia. Dopo aver portato più volte a casa la pelle da valoroso, due volte decorato, il suo soldato sconosciuto muore da ignoto non in battaglia, ma fuggendo il 23 ottobre 1918 da una casa di piacere del Montello per salvare da un bombardamento nemico una ragazza che si era innamorata di lui.

SUI SENTIERI DELLA GRANDE GUERRA CON LE CARTE DEL CAI

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Le sezioni vicentine del CAI pubblicano periodicamente carte escursionistiche delle montagne vicentine in scala 1:25.000. Ognuna di esse è composta da due fogli (Nord e Sud) e da un libretto con la descrizione dei sentieri CAI-SAT, complete di classificazione della viabilità, toponomastica, descrizione della flora, inserimento di reticoli con le coordinate geografiche e indicazione di percorsi naturalistici e storici, in particolare quelli riguardanti i manufatti della Grande Guerra, cimiteri militari, campeggi, palestre di roccia, aree di sosta. Per ogni sentiero una scheda riporta l’itinerario, il dislivello, il tempo di percorrenza, il grado di difficoltà e i riferimenti storico naturalistici.

IL DIARIO DI GUERRA E DI PRIGIONIA DEL MIO BISNONNO ADOLFO REVEL

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Arianna è una studentessa del liceo classico Stellini di Udine. Sotto lo stimolo di una mostra sulla Grande Guerra, scopre le vicende della sua famiglia, attraverso l’appena “ritrovato” diario del bisnonno materno Adolfo, nato in una famiglia della borghesia valdese di Torre Pellice e fatto prigioniero a Caporetto. Il libro è un esempio di come le scuole, nei cinque anni legati al centenario della Grande Guerra, potranno offrire agli studenti un nuovo modo di apprendimento legato, non solo ai testi scolastici, ma soprattutto alle memorie dei familiari.

LA GRANDE GUERRA SULLA MARMOLADA

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Il mistero dei 15 fanti di Forcella V Sulla Marmolada, a quota 3.000 metri, si nasconde uno degli ultimi segreti della Grande Guerra combattuta sulle Dolomiti. Nelle prime ore del 26 settembre 1917, a Forcella Vu, gli austriaci fecero esplodere una potente mina che travolse il ten. Flavio Rosso ed altri 14 fanti della brigata Alpi (51º e 52º reggimento). La loro sorte resta tutt’oggi avvolta nel mistero, sepolti lassù o altrove, non fecero ritorno a casa.

TRA LE PIEGHE DI UNA VITA

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La vita del tenente Ubaldo Ingravalle, nonno materno dell’autore Sergio Boem (classe 1964, 5° Alpini) appassionato di storia, alpinismo e ambiente. L’autore racconta la storia dei dimenticati uomini del btg. Valcamonica attraverso documenti d’archivio e familiari, trovati tra le carte di casa e combinati a testimonianze, ricerche e visite nei luoghi della memoria. Una vicenda personale che si intreccia con i grandi avvenimenti nazionali e internazionali, una piccola storia capace di raccontare il Novecento, le due guerre, la repubblica di Salò, le foibe e l’esodo giuliano dalmata.

INFANZIA DI GUERRA IN VALLE CERVO

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Per sfuggire ai bombardamenti della seconda guerra mondiale una bambina e la sua famiglia abbandonano la città e si trasferiscono nella vecchia casa di Bariola, una frazione in montagna, nel comune di San Paolo Cervo (Biella). I ricordi sono riportati alla mente, prima ancora che da persone e luoghi, dall’espressività del mondo vegetale: alberi, arbusti e fiori fanno da sfondo agli episodi narrati e ne costituiscono l’elemento simbolico. Il libro è diviso in dodici capitoli che hanno come filo conduttore una specie vegetale, illustrata dalla sapiente matita di Anna Curti.

LE PRIME ALBE DEL MONDO

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È un viaggio che chiunque può intraprendere, seduto sulla poltrona di casa. Marco Albino Ferrari, uomo essenziale e attento, conduce il lettore lungo un percorso introspettivo: da un lato i personaggi dell’alpinismo classico, Walter Bonatti, Giusto Gervasutti, Ninì Pietrasanta con Gabriele Boccalatte, Bill Tilman, plasmati dalla maestra muta e silenziosa, dall’altro loro: guglie aguzze che puntano il cielo, enormi ciclopi di ghiaccio, cime ai più sconosciute che raccontano storie inattese, intriganti. Ferrari svela senza lirismi, ma con lucida e razionale sensibilità, l’antica affinità elettiva tra uomo e natura. Sono questi gli elementi protagonisti che si incontrano in un lungo, muto colloquio fino a fondersi nella storia personale dell’autore che sognava di montagne e di esplorazioni già dai tempi della scuola.
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