Accanto ai sofferenti

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Un fiume giallo

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Italianità e alpinità

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Lontananza, sacrifici e duro lavoro. Sono queste le caratteristiche che contraddistinguono i nostri connazionali emigrati all’estero. Nell’Ottocento i milioni di italiani che per primi lasciarono il Belpaese erano friulani, piemontesi e veneti. Seguì l’esodo di tante famiglie del Sud Italia, in cerca di una “nuova Patria” che permettesse di vivere del proprio lavoro. Erano viaggi verso l’ignoto, con gli occhi rivolti speranzosi al futuro e il cuore ancorato alla terra natìa. Ecco perché per l’Associazione è importante rinnovare ogni anno, in occasione della festa più bella, l’incontro con loro.

Raduno al Contrin il 28 giugno

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Il 32º raduno al rifugio Contrin, organizzato dalla Sezione di Trento, è in programma domenica 28 giugno. Ore 11,15 alzabandiera e onore ai Caduti al cippo del capitano Andreoletti. Alle 11,20 gli interventi delle autorità e a seguire la Messa al campo. Alle 12.30 rancio alpino. 

Un’Adunata… condivisa

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Tra i numerosi resoconti che vengono fatti dopo i tre giorni di Adunata nazionale, stanno assumendo sempre più importanza, negli ultimi anni, quelli relativi al traffico di utenti nelle nostre pagine ufficiali sul web: https://www.ana.it, Facebook, Twitter, ecc. Se un tempo questo tipo di informazioni potevano rappresentare poco più di una curiosità, ora la tecnologia ci consente di offrire agli utenti strumenti per poter seguire l’Adunata con un grado di coinvolgimento e di partecipazione davvero incredibili, a tal punto che, accanto ai numeri degli alpini che hanno attraversato i caselli autostradali de L’Aquila, viene quasi spontaneo sommare coloro che hanno varcato il “casello” digitale, per seguirne i momenti più importanti. I numeri sono impressionanti ed essendo in continua crescita da alcuni anni, corriamo il rischio di farci l’abitudine, ma è bene non perdere mai di vista la loro importanza.

L’Aquila, una scommessa vinta

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Due chilometri e otto, tanto era lungo il serpentone di penne nere che scendevano dall’alto di L’Aquila, passando tra l’abbraccio mai interrotto di una folla festante. Una discesa cadenzata, ma senza più fatiche, come un ritorno a casa, dopo aver lasciato altrove pensieri e sofferenze. Quasi una metafora, per una città che ha impastato dolore e lacrime e che ora vedeva finita la sua “guerra”, pronta a rimettere in moto la macchina del domani, con nuove certezze e animo alleggerito.

NOVARA – FIRENZE – Ricordato il magg. De Cobelli

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Nel 70º della scomparsa, le Sezioni di Novara e Firenze hanno commemorato la Medaglia d’Oro al Valor Militare Augusto De Cobelli con una cerimonia a Monterenzio, in Val d’Idice, nella zona dove il 23 marzo 1945 fu colpito a morte. Quattro sono le Sezioni legate alla storia del magg. De Cobelli: Novara per la nascita, Abruzzi perché fu comandante del btg. L’Aquila, la Bolognese-Romagnola perché morì in Val d’Idice e Firenze, dove fu trasportato morente e poi sepolto.

Italia riparti dai tuoi alpini

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La TV ha mostrato più volte un uomo che al balcone di casa sua ha esposto il Tricolore durante il corteo variegato di scalmanate tute nere chiamate “no global”, “black bloc”, ecc. (ma in fin dei conti: chi sono? Cosa vogliono? Distruggere perché? Coadiuvati, come sappiamo da elementi dei centri sociali “No Expo” o “No qualcosa…” basta fare casino), che sfilavano nella via sottostante. I beceri lo insultano, intimandogli di levarlo. 

Assenti in Tv

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Gentilissimi, poche righe per dirvi quanto sia rimasto stupito e amareggiato dal fatto che durante il Tg1 delle 20 non abbiano nemmeno accennato al nostro raduno a L’Aquila.

Antonio Bonora - Gruppo di Noli, Sezione di Savona

Alpini all'Expo

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Sono diverse le organizzazioni di volontariato attivate dalla Regione Lombardia per le molteplici necessità (sanità, logistica, sicurezza) connesse all’Expo di Milano. L’unità operativa della P.C. di Regione Lombardia, in accordo con il Dipartimento della Protezione Civile ha ipotizzato due tipologie di azione che coinvolgono i diversi volontari dell’Ana: un presidio fisso di pronto intervento in località prossima all’Expo e una attività di assistenza direttamente sul posto.

Abbiamo camminato insieme

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Partecipare a una grande Adunata nazionale è uno stato d’animo e all’Aquila è stato bellissimo esserci. Chi c’era dal 15 al 17 maggio 2015 ha scoperto che dall’anno della loro costituzione gli alpini hanno onorato e rinnovato costantemente il loro giuramento di fedeltà alla Patria e che quasi 100 anni fa decisero in tanti di farlo sfilando in memoria di coloro che avevano perso la vita in Guerra. Da allora non hanno mai abbandonato la tradizione della loro Adunata nazionale, che rinnova ogni anno quel ricordo di una grande tragedia ma rappresenta anche una filosofia di vita che unisce quanti hanno prestato servizio in guerra e in pace in questo glorioso Corpo.

Un’Adunata indimenticabile

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Caro direttore, ti invio copia della mail che mi ha mandato l’agenzia de L’Aquila presso cui mi ero rivolto per organizzare il viaggio del nostro Gruppo di Tarcento (Udine). Qui di seguito il messaggio pervenutomi. «L’Adunata è passata... e a L’Aquila abbiamo un grande vuoto, quello che voi avete colmato in tre giorni di allegra, ordinaria follia. 

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