Cuor di generale

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Alla guida dell’Ifms

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Penne nere d’Europa

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Penne nere d’Europa Perfino il cielo, sopra Marcinelle, sembrava compiaciuto nel vedere le penne nere d’Europa radunate nei pressi della tristemente famosa miniera. Un sole che filtrava nell’aria tersa, come raramente si vede nelle uggiose giornate di quelle parti, sembrava avallare la bontà di una iniziativa che rendeva onore ai morti, mentre celebrava la dignità di un popolo di emigranti, orgogliosamente fieri della loro Patria di origine e del cappello indossato al suo servizio. 

Monte Cervino, mai strack!

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La 57ª commemorazione dei Caduti del battaglione alpini Monte Cervino è stata celebrata nella cappella degli alpini di Cervinia. La cerimonia, favorita dal bel tempo, ha visto una nutrita partecipazione già dalla sfilata mattutina, ritmata dalla musica della fanfara sezionale. Alpini e autorità sono quindi salite alla chiesetta, a quota 2.196 metri, per l’alzabandiera e la deposizione di una corona in ricordo dei Caduti. 

Benemerenza all’Ana

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Le molteplici attività di soccorso svolte dai volontari della Protezione Civile dell’Ana durante l’emergenza terremoto che ha colpito nell’estate del 2012 il territorio padano dell’Emilia Romagna, sono state premiate dai principi di Borbone-Parma con la Medaglia d’Argento del Principe ai Benemeriti della Sanità pubblica.

La fierezza di sempre

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I ritmi e i gesti sono sempre gli stessi e testimoniano certo l’attaccamento alla tradizione. Nel fare degli alpini, però, c’è qualcosa di più: il piacere di incontrarsi fisicamente, la necessità di caricare le batterie riflettendo sui sacrifici dei nostri Padri e soprattutto un’attenzione alla propria terra che rende differente ogni incontro.

Amicizia e solidarietà

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Sabato 17 e domenica 18 ottobre Busto Arsizio ha aperto il cuore e le braccia agli alpini lombardi, emiliani e romagnoli. La città, cuore pulsante dell’industria tessile fino a qualche decennio fa ha dimostrato, oltre all’interesse per l’industria, anche una dimensione umana che sa apprezzare chi tramanda e diffonde quasi per osmosi quei valori che sono alla base di una serena e pacifica convivenza civile.

Per i Caduti d’Oltremare

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Il 4 ottobre si è svolto a Bari il pellegrinaggio al sacrario dei Caduti d’Oltremare, organizzato, come ogni anno, dalla locale Sezione Ana. Uno dei momenti più toccanti è stata l’inedita, commovente intonazione della “Preghiera dell’Alpino” da parte del coro Stelle Alpine di Bari che ha accompagnato, con i canti, le varie fasi della celebrazione. Alla manifestazione, oltre ai gonfaloni della Regione, della Provincia e del Comune, erano presenti i vessilli delle Sezioni di Modena, Torino, Abruzzi, Molise e numerosi rappresentanti delle Forze Armate e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. 

Mille alpini in Libano

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Lo scorso 14 ottobre la brigata Taurinense ha dato ufficialmente il cambio alla brigata aeromobile Friuli nella guida del settore Ovest di Unifil, in Libano.

L’animo alpino di Acqui

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Nel 2005 veniva ricostituita la Sezione di Acqui Terme, detta “La Cìta” (per i non piemontesi “la piccola”) perché ultima nata e per il numero dei soci, una Sezione agguerrita con un ben preciso obiettivo: lasciare un segno. E la sfida è stata vinta nell’organizzare il 18º raduno del 1º Raggruppamento.

Un sogno per lo Scerscen

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Ci sono cerimonie che più di altre, per diversi motivi, ci colpiscono. Quella che si svolge alle pendici del ghiacciaio dello Scerscen è una di queste. La storia forse non è nota a tutti: qui il 1º aprile del 1917 una valanga travolse il rifugio Musella, morirono otto alpini del 5º reggimento, un sopravvissuto riuscì a raggiungere il sovrastante rifugio Marinelli da cui partì in soccorso una colonna di alpini skiatori che fu travolta da una successiva valanga.

Fratelli d’Europa

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Il 3 ottobre uno splendido sole e un cielo terso sono stati la degna introduzione al 1º Raduno degli alpini in Europa. Le penne nere giunte da numerose Sezioni in Italia e all’estero hanno portato giovialità, schiettezza, cordialità spontanea e trascinante, inondando la verde Vallonia di colori, suoni, emozioni antiche ma sempre attuali. Per due giorni i nostri connazionali emigrati tanti anni fa, con i familiari di prima e seconda generazione, guardando gli alpini, con i vessilli e i gagliardetti arrivati a far loro visita, hanno respirato a pieni polmoni la ventata di aria pura e vivificante dei luoghi d’origine.

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