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Quei post sui social

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Le opportunità di un videogioco

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Mi chiamo Marco, ho 27 anni e gioco ai videogiochi da quando ne avevo 5. Vi scrivo in merito alle parole riportare sul corriere.it del Presidente Sebastiano Favero, il quale lamentava la presenza di una mappa del videogioco “Battlefield 1” ambientata sul Monte Grappa. Cito: «Ovvio che sono contrario ad una cosa del genere, non ci sembra affatto il caso di trasformare un luogo sacro in un videogioco. Il Monte Grappa dovrebbe essere ricordato per il sacrificio di chi ha combattuto ed è morto lassù, dall’una e dall’altra parte, e non quindi essere riportato d’attualità in questo modo, con gente che spara e uccide, con sangue ovunque. 

Cardiologo alpino, dove sei?

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Mi chiamo Eurosia Carrara, bergamasca di 66 anni e con il Gruppo di Alzano Lombardo ho partecipato all’Adunata di Asti. Mentre passeggiavo per le vie della città durante la sfilata, in un bellissimo clima di festa e circondata da amici, è successo qualcosa che non potrò mai dimenticare e che mi ha portato a scrivere queste poche righe. 

Il Pasubio merita una visita

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Con alcuni cari amici alpini decidiamo di trascorrere tre giorni sul Monte Pasubio. È stata una esperienza indimenticabile. Ripercorrere la “Strada delle 52 gallerie”, inoltrarsi lungo le trincee, salire ai Denti, cima Palon dove ogni roccia, ogni sasso raccontano quali grandi sofferenze hanno patito i soldati dei due eserciti.

TRENTO – A Spiazzo, in allegria e amicizia

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La festa alpina del Gruppo di Spiazzo, il più numeroso del Trentino che raccoglie le penne nere di gran parte della Val Rendena, quest’anno si è svolta proprio nel Comune di Spiazzo. Ha avuto inizio con la sfilata preceduta dalle donne in costume “Vecchia Rendena” e dalla fanfara alpina di Pieve di Bono e, a seguire, il lungo corteo di penne nere rendenesi affiancate dagli alpini del Gruppo di Veduggio in Brianza che hanno reso ancor più suggestiva la festa. 

Affrontare il presente

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Mi riferisco alla lettera “Prigionieri dell’Unità d’Italia” del socio Vittorio Biondi, apparsa nel numero di ottobre de L’Alpino. La polemica sul comportamento dei piemontesi verso il Sud negli anni successivi all’Unità d’Italia ha un suo fondamento e ha trovato l’adesione di numerosi storici. Oltre ai nomi citati dall’amico, aggiungerei anche Lorenzo Del Boca in “Indietro Savoia”, che parla di deportazioni in varie aree del Nord (e vi inserisce anche il mio paese, San Benigno Canavese). 

Per chi vuole capire

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Sul numero di ottobre de L’Alpino, lei risponde alle parole farneticanti di tale Cerutti, che contro il terrorismo rozzo, barbuto, ignorante, fanatico musulmano, che combatte in nome di un fasullo dio, propone una mossa radicale per spazzare dalla faccia della terra «con qualsiasi mezzo» questa gentaglia tagliagole.

Sotto il cappello alpino

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È con orgoglio che voglio portare alla sua attenzione e a quella dei lettori la collaborazione tra il Comune di Schio e gli alpini. Nel mese di ottobre a Schio, a palazzo Fogazzaro, è stata allestita la mostra, dal titolo “Gli Alpini nella Grande Guerra”, con un percorso guidato, illustrato da una serie di pannelli riguardanti le zone di guerra e le montagne dove gli alpini hanno combattuto.

Battaglia per la Trafojer

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Se vi è, tra le guerre sostenute dagli alpini in tutti i fronti dalle Alpi ai monti di Grecia e di Albania, una battaglia in cui il valore alpinistico- militare delle truppe da montagna, abbia brillato in modo superlativo e ineguagliabile, quella è la battaglia per la riconquista della Trafojer. Siamo nel gruppo dell’Ortles, la più alta montagna del semiarco orientale delle Alpi a circa un chilometro in linea d’aria dalla cima principale.

VALDOBBIADENE – Mosnigo, per ricordare e aiutare

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Il raduno della Sezione di Valdobbiadene è stato organizzato in collaborazione con il Gruppo di Mosnigo che quest’anno ricorda il 50º di fondazione e il 25º anniversario dell’inaugurazione della sede con l’adiacente complesso monumentale che interpreta la vita ideale del buon alpino. Mosnigo sorge poco distante dal fiume Piave e guarda, a sud, al Montello e a nord-ovest all’imponente massiccio del Monte Grappa. 

Un invito dalla Russia

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In questi giorni ho ricevuto un messaggio da Tamara Jacusefa Petronna da Rossosch (Russia), dice che ci aspetta al suo paese, lancia un appello e saluta tutti gli alpini che hanno lavorato alla costruzione dell’Asilo “Sorriso”, per l’amicizia creatasi duranti i lavori.

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