L’esercitazione “Stella Alpina” ha visto addestrarsi per oltre due settimane, ai piedi della Marmolada, più di 600 militari dell’Esercito Italiano provenienti da reparti altamente specializzati.
Lo scopo è stato quello di mostrare il processo di adeguamento nell’innovazione tecnologica che l’Esercito sta portando avanti. Lo scenario dell’esercitazione prevedeva un atto tattico finalizzato alla riconquista di una diga, condotto con capacità di combattimento convenzionali, affiancate e supportate dalle principali innovazioni tecnologiche, in particolare con l’integrazione delle capacità che operano nell’ambiente cibernetico con quelle dello spettro elettromagnetico che si sono dimostrate determinanti per riuscire a mantenere il vantaggio strategico rispetto a potenziali avversari con pari capacità di combattimento.
Protagonista della gestione delle nuove tecnologie è stato il neocostituito 9° Reparto sicurezza cibernetica “Rombo”, che ha realizzato una serie di misure di protezione cibernetica ed elettromagnetica per salvaguardare le unità sul campo, i sistemi e le connessioni tra di essi. Una “bolla tattica” permette di massimizzare l’efficacia delle azioni cinetiche e la protezione delle forze impiegate presso la diga di Fedaia: unità di fanteria, cavalleria, artiglieria e genio della brigata alpina Julia, Forze speciali del 185° reggimento paracadutisti ricognizione ed acquisizione obiettivi ed elicotteri dell’aviazione dell’Esercito.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha assistito alle attività insieme al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. C.A. Carmine Masiello e ad altre autorità militari. Ieri il presidente nazionale Sebastiano Favero ha seguito una parte dell’esercitazione assieme alla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti e al comandante delle Truppe Alpine gen. D. Michele Risi.








