Compie 40 anni l’Ospedale da campo dell’Ana e la ricorrenza sarà celebrata (in coincidenza col 5º anniversario dell’intervento nell’emergenza Covid) con una serie di iniziative: a cominciare dal dispiegamento dell’Ospedale stesso in tutte le sue declinazioni, negli spazi della fiera di Bergamo, tra il 29 ottobre e il 2 novembre, con una appendice che si prolungherà dal 3 al 7 novembre per consentire alle scolaresche di visitare la struttura.
L’Ospedale occuperà un’area di 3.600 mq, ma sono previste anche mostre sulla storia della Sanità alpina e sull’attività dei dodici Campi scuola nazionali Ana per i giovani dai 17 ai 24 anni. I visitatori potranno anche ammirare, nella tendostruttura che fa da connessione tra i vari padiglioni, ulteriori video e mostre. Per l’Ospedale sono previsti tour “pilotati” che comprendono anche la parte logistica (mense, dormitori, potabilizzatori, mezzi vari, ecc.).
L’Ospedale da campo è stanziato stabilmente in un’area contigua a quella militare dell’Aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) e può così contare su un rapido imbarco (già standardizzato) su velivoli dell’Aeronautica. L’idea di realizzare un ospedale da campo è figlia dell’esperienza del 1976, subito dopo il terremoto in Friuli, dove un gruppo di sanitari dell’Ospedale Maggiore di Bergamo, volontari, operò sin dalle prime ore dalla catastrofe. Fu al ministro Zamberletti che il presidente nazionale degli alpini, Leonardo Caprioli, lanciò l’idea di una struttura sanitaria campale Ana. Al binomio Caprioli- Zamberletti si aggiunse poi il gen. Luigi Federici, aprendo la strada alla sognata organizzazione campale: nel 1986 all’Adunata di Bergamo vennero presentate le prime unità dell’Ospedale da Campo. Nel 1987 il “battesimo” operativo, con l’impiego nelle alluvioni in Valle Brembana e in Valtellina. Ultimato e presentato a Milano nel 1988 al ministro per la Protezione Civile Lattanzio, verificatosi il terremoto d’Armenia nel dicembre dello stesso anno, con 25mila morti e 30mila feriti, l’Ospedale fu inviato nel Caucaso nell’ambito del “Villaggio Italia”, guadagnando la ribalta internazionale. Da allora è stato un crescendo di interventi in luoghi funestati da ogni tipo di calamità: tra gli altri, Valle Brembana, Valtellina, Armenia, Asti e Alessandria post alluvione, Umbria e Marche (terremoto 1997), Albania (1999) per assistere i profughi nei Balcani, in Kosovo a Pec (1999). Dal 2000 si realizzava il terzo Ospedale e veniva approntato un nuovo Posto Medico Avanzato. Nel 2003, ad Aosta, per la prima volta il Gruppo Intervento Medico Chirurgico opera all’Adunata.
Nel 2004 il presidente Ciampi conferisce la Medaglia d’argento al merito civile all’Ospedale Ana. Nel 2004 dopo la strage terroristica nella scuola di Beslan in Ossezia, il Dipartimento chiede un intervento dell’Ospedale: a Orio si predispongono personale e mezzi e dopo poche ore un C-130J decolla col carico. Lo stesso accadrà per lo “Tsunami” nel Sudest asiatico, a Kinniya: in 7 mesi passano dall’Ospedale 15mila pazienti e nascono oltre 300 bambini. E poi interventi in Abruzzo (sisma 2009), il sostegno alla brigata Julia in Afghanistan (2011), Emilia, Lombardia e Veneto (sisma 2012), Giordania (2012), Centro Italia (sisma 2016), nonché le esercitazioni annuali (Various Disaster Relief Exercise), con Protezione civile nazionale e Truppe Alpine. Sino all’intervento che lo porta all’ammirazione di tutti: nella pandemia Covid, nel 2020, l’Ospedale da campo Ana sarà fulcro e organizzatore per realizzare in soli sette giorni l’Ospedale Covid nella fiera di Bergamo: “il miracolo degli alpini”.
Oggi l’Ospedale da campo Ana mira al conseguimento dello standard internazionale Emt2 (Emergency Medical Team di Tipo 2), modulo sanitario di secondo livello per grandi emergenze: la struttura dovrebbe essere perciò sottoposta ad adeguamenti per ottenere la certificazione europea in base agli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Classificato Emt2, il modulo può essere inserito nell’European Civil Protection Pool (Eccp), pool europeo di protezione civile che comprende risorse messe a disposizione dagli Stati membri.






